Manovra 2021. Sgravi contributivi, blocco licenziamenti e bonus natalità



Le novità in tema di lavoro: dallo sgravio contributivo totale per assumere le lavoratrici alla proroga per decontribuzione e bonus investimenti, passando per la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021.


Sgravio contributivo al 100%


Per sostenere l’occupazione femminile, in via sperimentale, per il 2021-2022 scatta l’esonero contributivo al 100% nel limite di 6.000 euro annui. Le assunzioni, però, devono comportare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.



Riforma degli ammortizzatori sociali


È previsto anche un fondo, pari a 500 milioni, per l'attuazione delle politiche attive del lavoro e per sostenere il percorso di riforma degli ammortizzatori.

Inoltre con 5,3 miliardi scatta una nuova proroga della “cassa integrazione Covid” per un massimo di 12 settimane. I periodi di fermo devono essere collocati:

  • tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di CIGO;

  • tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di CIGD.

È prorogata per il 2021 e 2022 la cassa integrazione straordinaria per cessazione finalizzato alla gestione degli esuberi di personale, per un massimo di 12 mesi, nel limite di spesa di 200 milioni di euro per il 2021 e di 50 milioni di euro per l'anno 2022.


Prorogato il blocco dei licenziamenti



In tema di blocco dei licenziamenti, il Governo intende prorogare la misura fino al 31 marzo 2020. Sono esclusi dalla proroga i casi di cessazione di attività, fallimento o accordo aziendale con i sindacati più rappresentativi a livello nazionale sugli esodi incentivati.



Cuneo fiscale


Viene confermata la stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale anche per i redditi da lavoro dipendente compresi tra 28.000 e 40.000 euro, che altrimenti sarebbe terminato a fine anno.



Decontribuzione Mezzogiorno


L’esonero parziale dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro privati per i lavoratori dipendenti, scattato sperimentalmente tra ottobre e dicembre 2020, viene prorogato in automatico fino al 30 giugno 2021.

Inoltre, restando sul versante dell’occupazione, nelle regioni del Sud varrà un anno in più (4 e non 3) la decontribuzione totale, del 100%, per l’assunzione di lavoratori con meno di 36 anni.



Bonus investimenti


Come anticipato in premessa, viene rinnovato per due anni il bonus investimenti, ovvero un credito d’imposta graduato in base alla dimensione aziendale:

  • 45% per le piccole imprese;

  • 35% per le medie e del 25% per le grandi.


Contratti a termine


Sul versante dei contratti a termine, fino al 31 marzo 2021 viene confermata la deroga al “Decreto Dignità”: si possono rinnovare o prorogare, per un massimo di 12 mesi e per una sola volta, senza l’indicazione delle causali stabilite dal D.Lgs. n. 81/2015.



Rinnovo Ape sociale e Opzione donna


Si rinnova, anche per il 2021, la possibilità di pensionarsi in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia mediante gli istituti dell’”Ape sociale” e dell’”Opzione donna”.

Nel primo caso, si ricorda, occorrono:

  • 63 anni di età;

  • 30 anni di contributi,

da raggiungere entro il 31 dicembre 2020. Inoltre è necessario versare in condizione di difficoltà.

L’”Opzione donna”, invece, è concessa al raggiungimento di:

  • almeno 35 anni di contributi;

  • 58 anni per le lavoratrici dipendenti (59 per le lavoratrici autonome);

entro il 31 dicembre 2020.



Proroga del bonus natalità


Prorogato, per il 2021, l’assegno di natalità, erogato dall’INPS mensilmente per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. Il bonus viene dato alle famiglie fino a quando il bambino con compie un anno. L'importo viene definito in base all'Isee e varia comunque tra 80 e 160 euro.

La misura dovrebbe essere assorbita più avanti dall'assegno unico per i figli, per il quale nella manovra viene indicato un incremento della dotazione di 3 miliardi il prossimo anno, un miliardo in più rispetto alla scorsa finanziaria, e poi dal 2022 si aggiungeranno 5,5 miliardi, oltre agli 1,2 miliardi iniziali. L'assegno unico per i figli non partirà prima di luglio, e per questo è stato deciso di anticipare con il bonus bebè un assegno mensile per coloro che nasceranno nei primi mesi del prossimo anno.


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